Il decreto con le misure #economiche per fronteggiare l’emergenza Covid-19 è stato approvato dal #Governo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020. Si tratta del D.L. 17 marzo 2020 n. 18 “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19“.

Iniziamo a vedere quali misure sono state adottate dal punto di vista fiscale per le imprese

Sospensione degli adempimenti tributari

Per tutti i soggetti fiscalmente residenti in Italia (residenza, domicilio, sede legale, svolg. att. effettiva) sospensione degli adempimenti tributari per il periodo dall’8 marzo al 31 maggio. In questo ambito faccio particolare riferimento alla scadenza per la presentazione della dichiarazione IVA (non rientra nella sospensione la Certificazione Unica).
Tali adempimenti devono essere effettuati, senza sanzioni, entro il 30 giugno 2020.
Nel nuovo calendario fiscale rimane invariato il nuovo termine di presentazione della dichiarazione dei redditi precompilata (D.L. n 2 marzo 2020).

Indennità di 600 euro per i titolari di partita iva iscritti alla gestione separata e co.co.co

L’art. 27 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18 prevede per i liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 ed ai lavoratori titolari di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione Separata INPS un bonus di 600 euro.
Si tratta un’indennità una tantum di 600 euro per i soggetti titolari di partita IVA, iscritti alla Gestione Separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
Il bonus in commento si intende percepito in relazione al mese di marzo. Tale indennità non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF. E’ previsto un aumento ad 800 euro per lo stesso per il mese di aprile.

Ulteriori categorie di beneficiari
Tale bonus spetta anche alle seguenti categorie di soggetti:

  • Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO – Assicurazione generale obbligatoria (ossia artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Questo ex art. 28 D.L. 17 marzo 2020 n. 18;

  • Lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto, non titolari di pensione e di rapporto di lavoro dipendente. Disposizione ex art. 29 D.L. 17 marzo 2020 n. 18;

  • Operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo. Disposizione di cui all’art. 30 D.L. 17 marzo 2020 n. 18;

  • Lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo (FPLS), con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione (non hanno diritto all’indennità i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del decreto). Disposizione ex art. 38 D.L. 17 marzo 2020 n. 18;

  • Titolari di rapporti di collaborazione presso società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art. 67 comma 1 lett. m) del TUIR, già in essere al 28 febbraio 2020.

L’indennità è erogata, entro i limiti degli importi stanziati per ciascuna categoria di soggetti, dall’INPS, previa domanda (per i collaboratori di ASD e SSD, le domande sono presentate alla società Sport e Salute s.p.a.).
Tale indennità non è cumulabile e non è riconoscibile ai percettori di reddito di cittadinanza.

Termini di prescrizione e decadenza: rinvio di due anni

Nel decreto si prevede, mediante la tecnica del rinvio, che, “con riferimento ai termini di prescrizione e di decadenza relativi all’attività degli uffici” si applica, in deroga all’art. 3 della Legge n. 212/2000, l’art. 12 del D.Lgs. n. 159/2019.
Tale norma, al comma 2, recita: “i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli uffici degli enti impositori, degli enti previdenziali e assistenziali e degli agenti della riscossione [ndr] che scadono entro il 31 dicembre dell’anno o degli anni durante i quali si verifica la sospensione, sono prorogati, in deroga alle disposizioni dell’articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di sospensione”.
Ecco che l’anno 2015, in scadenza a fine 2020, slitta, per effetto dell’emergenza da Coronavirus, a fine 2022. Questo è quanto previsto dall’art. 67 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18.

Sospensione dei termini di versamento per i carichi affidati all’agente della riscossione

Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2010, n. 122. I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Non si procede al rimborso di quanto già versato.
Ripresa della riscossione: I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il 30 giugno 2020. Non si procede al rimborso di quanto già versato.
Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159.

Credito di imposta per gli interventi di sanificazione

Sotto un diverso profilo, per incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, viene prevista l’introduzione di un credito d’imposta a favore di tutti gli esercenti attività d’impresa, arte o professione, per il periodo d’imposta 2020, nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un importo massimo di 20.000 euro.
Il limite massimo di spesa previsto è pari a 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Credito di imposta sul canone di locazione di marzo

Viene, inoltre, previsto un credito d’imposta per botteghe e negozi al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica.
Nello specifico, ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
Il credito d’imposta non si applica alle attività “essenziali” di cui agli Allegati 1 e 2 del DPCM 11 marzo 2020 (es. farmacie, supermercati, ecc.).

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